L’artista

DASA, acronimo con il quale Dario Saetta firma le sue opere, si presenta per la prima volta a Napoli con una serie di dipinti selezionati che documentano, tra la recente produzione, quasi l’intera gamma della sua creatività espressiva. Architetto di formazione, negli anni ha nutrito la predisposizione, l’attitudine innata per l’arte in genere oltre l’interesse per la ricerca pittorica, in particolare, inclinazione che ha coltivato con riservatezza. Fino alla data del riconoscimento attribuitogli nel corso di un recente evento d’arte, svoltosi a Palazzo Borghese di Firenze, erano stati pochi coloro che avevano avuto occasione di visionare il lavoro artistico di Dario Saetta.

Tutto ha inizio in un luogo silenzioso e invisibile, nella profondità della mente dove l’idea non è ancora immagine, ma pura vibrazione, la cognizione di un pensiero astratto che preme contro la coscienza senza avere ancora contorni definiti ma possedendo già un peso specifico nell’anima. Per non lasciare che questo soffio effimero si disperda, l’artista cerca il rifugio intimo del suo blocco appunti, dove quella prima intuizione viene ancorata alla realtà attraverso il segno; qui, una semplice penna danza sul foglio bianco tracciando schizzi nervosi o linee morbide in un rigoroso bianco e nero, alla ricerca dello scheletro dell’opera e di una prima forma visibile che sia nuda ed essenziale. È osservando quelle geometrie primordiali che scatta poi l’epifania del colore, non come scelta estetica ma come specchio fedele dell’animo: le tonalità emergono viscerali come risposta emotiva alle linee tracciate, riempiendo gli spazi vuoti con la sostanza dei sentimenti, trasformando la geometria in emozione pulsante. Infine, questa visione matura si trasferisce sulla tela, dove l’artista agisce con eleganza e raffinatezza per la costruzione materica dell’opera, adagiando diversi tipi di materiali che dialogano tra loro, creando spessori, ombre e luci in una composizione complessa dove la ruvidità della materia, la fluidità del colore e la direzione delle linee trovano una perfetta e definitiva armonia, rendendo finalmente tangibile ciò che un tempo era solo un pensiero impalpabile.